| Confezione | Dosaggio | Prezzo | Prezzo per dose | |
|---|---|---|---|---|
| Dosaggio: 150mg | ||||
| 56 compresse | 150mg | €710,24 | €12,68 | |
| 28 compresse | 150mg | €426,14 | €15,22 | |
| Dosaggio: 200mg | ||||
| 56 compresse | 200mg | €804,94 | €14,37 | |
| 28 compresse | 200mg | €473,49 | €16,91 | |
Nilotinib Descrizione
Panoramica
Nilotinib è un inibitore delle tirosin-chinasi mirato contro BCR-ABL. Viene utilizzato per controllare la crescita delle cellule leucemiche in determinate forme di leucemia associate a traslocazione Philadelphia. Agisce bloccando l'attività della proteina che guida la proliferazione tumorale, riducendo la crescita delle cellule malate. È una terapia mirata pensata per colpire una mutazione genetica specifica presente nelle cellule trasformate, offrendo una opzione farmaceutica per pazienti selezionati.
Modalità di assunzione e posologia
La dose e la frequenza di assunzione sono stabilite dal medico. In genere si assume due volte al giorno. È essenziale seguire le indicazioni del farmacista e del medico, senza modificare la posologia da soli. Nilotinib deve essere assunto con attenzione rispetto ai pasti, per stabilità dell’assorbimento e coerenza della risposta. Se si dimentica una dose, contattare il medico per le istruzioni appropriate.
Meccanismo d'azione
Nilotinib si lega selettivamente all’enzima BCR-ABL, bloccando la segnalazione che guida la crescita delle cellule leucemiche. Mostra attività anche su altri bersagli della stessa famiglia, ma l’effetto prioritario è interrompere la proliferazione cellulare maligna. L’assunzione continua può contribuire a controllare la malattia, anche se la risposta varia tra i pazienti e richiede controlli periodici.
Benefici e considerazioni
La terapia può portare a una riduzione delle cellule leucemiche, a miglioramenti dei parametri ematologici e, in alcuni casi, a una prolungata contrazione della malattia. L’efficacia dipende da diversi fattori, come lo stadio della malattia, le mutazioni presenti e la tollerabilità individuale. È fondamentale bilanciare i benefici con i potenziali effetti collaterali e mantenere una sorveglianza clinica regolare per valutare risposta e sicurezza.
Effetti collaterali e sicurezza
Tra gli effetti comuni figurano stanchezza, eruzioni cutanee, mal di testa, disturbi gastrointestinali e dolore addominale. Alcuni pazienti possono manifestare alterazioni del metabolismo lipidico o della glicemia. In rari casi si osservano problemi al fegato, pancreatite o cambiamenti del ritmo cardiaco, tra cui prolungamento dell’intervallo QT. Segnali gravi, come dolore toracico persistente, ittero o sanguinamenti anomali, richiedono immediata assistenza medica. Ogni variazione insolita deve essere comunicata al medico.
Interazioni e avvertenze
Nilotinib interagisce con farmaci che influenzano gli enzimi epatici (CYP3A4) e con trattamenti in grado di prolungare l’intervallo QT. Evitare succo di pompelmo e altri preparati che modificano l’assorbimento o la metabolizzazione. Non è indicato in gravidanza: le donne in età fertile devono utilizzare contraccezione efficace. Informare sempre il medico di altre terapie, integratori o condizioni cliniche che potrebbero influenzare la sicurezza o l’efficacia del trattamento.
Monitoraggio e conservazione
Durante il trattamento si prevedono controlli di laboratorio regolari: emocromo, funzione epatica, lipidi e glicemia, insieme a eventuali monitoraggi cardiaci se indicato. La conservazione deve avvenire in confezione originale, in luogo asciutto, a temperatura ambiente, lontano da fonti di calore e dalla portata dei bambini. Il farmaco è soggetto a prescrizione medica e va assunto secondo le indicazioni fornite dal professionista sanitario.
Prospettive e confronto con altri trattamenti
Nilotinib è uno tra i farmaci di seconda generazione disponibili per la terapia mirata della leucemia positiva al Philadelphia. In base alla mutazione, alla risposta iniziale e alla tollerabilità, possono essere considerati altri inibitori della tirosin-chinasi. La scelta tra opzioni diverse dipende dal profilo di tollerabilità, dalle comorbidità e dall’evoluzione della malattia. In caso di possibile resistenza genetica si procede con valutazioni molecolari mirate per guidare le decisioni successive.
Vedi anche