Clindamicina

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ConfezioneDosaggioPrezzoPrezzo per dose
Dosaggio: 150mg
367079360 compresse150mg€730,54€2,03
367080240 compresse150mg€537,75€2,24
367081180 compresse150mg€426,14€2,37
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36708590 compresse150mg€247,73€2,76
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36708830 compresse150mg€93,85€3,13
Dosaggio: 300mg
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367084180 compresse300mg€470,96€2,61
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36709060 compresse300mg€202,92€3,38
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Clindamicina Descrizione

Descrizione del principio attivo

La clindamicina è un antibiotico appartenente alla classe delle lincosamidine. Esiste come base attiva e come sale fosfato. Si usa anche in formulazioni topiche e orali. Il meccanismo di azione è legarsi alla subunità 50S del ribosoma batterico, ostacolando la sintesi proteica. L’effetto è principalmente bacteriostatico, ma può essere battericida a seconda della specie e della concentrazione raggiunta.

Spettro e indicazioni principali

Il profilo d’attività copre in particolare batteri anaerobi gram-positivi e alcuni cocchi gram-positivi, oltre a determinati streptococchi e Staphylococcus aureus sensibili. È utile nelle infezioni cutanee e dei tessuti molli, nelle infezioni ginecologiche, nelle patologie intra‑addominali assortite e in alcune bronchiti e polmoniti dovute a batteri sensibili. Per infezioni causate da organismi non sensibili, la clindamicina non è efficace. La scelta dipende dalla sensibilità locale e dal quadro clinico del paziente.

Formulazioni disponibili e posologia tipica

La clindamicina è disponibile in capsule, sospensione orale, soluzione iniettabile e in forme topiche come crema, gel e ovuli vaginali. Le dosi comuni per uso orale vanno generalmente da 150 a 300 mg ogni 6-8 ore per infezioni lievi o moderate; per infezioni gravi si può aumentare a 600 mg ogni 8 ore, sempre su indicazione del medico. Le formulazioni topiche si applicano direttamente sull’area interessata o secondo le istruzioni specifiche del prodotto. È fondamentale completare il ciclo prescritto per ridurre la possibilità di ricadute o resistenze.

Sicurezza ed effetti indesiderati

I sintomi più frequenti sono nausea, diarrea lieve, dolore addominale e mal di testa. Alcune persone possono accusare irritazioni cutanee o rash, specialmente con formulazioni cutanee o vaginali. Un rischio serio ma raro è la colite pseudomembranosa, associata a diarrea importante o sanguinolenta. Reazioni allergiche e alterazioni epatiche possono verificarsi in rari casi. Se compaiono sintomi significativi, è necessario contattare subito un medico.

Controindicazioni e precauzioni

È controindicata in coloro che hanno ipersensibilità nota alla clindamicina o ad altre lincosamidine. In presenza di malattie intestinali preesistenti, come la colite, l’uso va valutato con cautela. L’efficacia può diminuire se usata in modo inappropriato o prolungato senza supervisione medica. Nei pazienti con epatopatia o insufficienza renale grave, la posologia deve essere adattata.

Interazioni farmacologiche

La clindamicina può interagire con altri antibiotici, in particolare mostrando antagonismo con eritromicina e altri macrolidi. Può aumentare l’effetto di agenti che provocano blocco neuromuscolare, motivo per cui è necessario monitorare i pazienti durante procedure anestesiologiche o trattamenti concomitanti. Informare sempre il farmacista di tutti i farmaci in uso, compresi quelli da banco e i rimedi naturali.

Uso in gravidanza, allattamento e conservazione

In gravidanza, la clindamicina è generalmente considerata una scelta possibile quando i benefici per la madre superano i rischi potenziali, ma va usata solo se strettamente indicata. Può essere escreta nel latte materno; le neo nate e i neonati vanno tenuti sotto sorveglianza in caso di assunzione materna. Conservare i contenuti in luogo asciutto a temperatura ambiente e protetti dalla luce, lontano dalla portata dei bambini.

Resistenza batterica e uso responsabile

La presenza di resistenze è una considerazione importante: l’uso irresponsabile o non guidato dalla sensibilità locale può favorire ceppi resistenti. In farmacia online, oltre a fornire il prodotto, si consiglia di consultare il foglietto illustrativo e di parlare con il farmacista per confermare l’indicazione, la posologia e la durata del trattamento. Una scelta informata riduce rischi di effetti collaterali e di inefficacia.